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Gatti e letteratura

Blog author logo Siria, pubblicato il 20 mars 2018, leggi in 10min

Gatti e letteratura

Il gatto: animale forte, fiero ed elegante. Animale dal fascino misterioso ed enigmatico in grado di stregare chiunque, tanto da diventare nel corso degli anni fonte di ispirazione per un gran numero di artisti.
Da pittori a musicisti per arrivare fino a scrittori e sceneggiatori. La letteratura può vantare un gran numero di scritti ispirati al nostro felino preferito, basti pensare ad alcuni dei personaggi fiabeschi più conosciuti, o a certi libri che hanno contribuito a rafforzare il mito del gatto.
Come non citare, ad esempio, il Gatto con gli Stivali? Il protagonista della novella popolare che ha accompagnato le nostre infanzie ripresa, tra gli altri, dai fratelli Grimm e Charles Perrault. Personaggio talmente universale da essere conosciuto in tutto il mondo e da venir citato in moltissime altre opere. Persino i più giovani conoscono benissimo il gatto con gli stivali, grazie anche alla sua presenza in Shrek, la divertentissima serie di film animati firmati DreamWorks.
Di tutt’altra pasta era il gatto raccontato da Edgar Allan Poe, maestro dell’horror. Il suo Gatto Nero simboleggiava sinistramente superstizione, malvagità, terrore e morte. L’esatto contrario di quello che pensiamo noi amanti dei mici non appena posiamo lo sguardo su uno di loro.
Un esemplare meno oscuro ma altrettanto famoso è quello che compare nella straordinaria opera di Lewis Carroll Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Lo Stregatto, o gatto del Cheshire, è un gatto decisamente particolare, visto che si presenta come un sorriso della natura, intento a sbeffeggiare gli inutili tentativi dell’uomo di comprendere la natura stessa.

Per un’immersione nella natura selvatica dei gatti è consigliato il libro di Rudyard Kipling Il Gatto che se ne Andava da Solo. Splendido ritratto delle origini selvatiche dei nostri amici. In questo libro il gatto viene rappresentato agli albori della sua esistenza, e mette in risalto come il suo lato più selvaggio e diffidente sia pian paino scomparso, in favore di un rapporto con l’uomo che al giorno d’oggi non conosce eguali. 
Da non dimenticare poi il gatto Murr, gatto letterato tanto divertente quanto spaccone e presuntuoso, geniale trovata della brillante mente di Ernst T. Hoffman. Questo simpatico micio si prende la briga di raccontarci la sua vita e le sue memorie attraverso avventure e aneddoti semplicemente esilaranti.
Un diretto discendente del gatto Murr è il gatto Behemot, che compare nel romanzo di
Michail Bulgakov Il Maestro e Margherita, uno dei più importanti manoscritti del secolo scorso. Behemot è un gatto enorme, che cammina tranquillamente sulle zampe posteriori e, soprattutto, parla. Carismatico e brillante, vi basteranno poche pagine per innamorarvi di lui.
Anche il poeta americano T.S. Elliot può vantare una serie di scritti a tema felino, racchiusi nel Libro dei gatti Tuttofare. Opera che successivamente ispirò Andrew Lloyd Webber nella creazione del pluripremiato musical Cats.
Se siete alla ricerca di una lettura più filosofica segnaliamo il libro Io Sono un Gatto dello scrittore giapponese Natsume
Sōseki, dove un gatto si chiede se il genere umano sia stato realmente importante nella creazione di cielo e terra. Rimandandovi a questo splendido libro, lasciamo a voi l’impegno di pensare ad un’ipotetica risposta.
Per chiudere con un’opera più recente, un gatto è il protagonista del famoso romanzo di Luis Sepulveda Storia di una Gabbianella e del Gatto che le Insegnò a Volare. Commovente racconto di amicizia tra due animali profondamente diversi, ma che in poco tempo si scopriranno grandi amici.

Queste sono solo alcune delle idee che ci sentiamo di suggerirvi in caso vi venisse voglia di una bella lettura ispirata ai gatti. Le possibilità sono davvero infinite, basta una rapida ricerca in libreria per rendersi conto che gatti e letteratura sono un connubio che ha dato moltissimi frutti.
Ora sta a voi scoprirli tutti.

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